Abbanoa e reti idriche

Che le condotte di Abbanoa fossero un colabrodo, non è certo una novità. Siamo una regione con un’altissima percentuale di perdite d’acqua a causa delle reti fatiscenti. Nel 2000 l’Assessore regionale dei Lavori Pubblici, Silvestro Ladu, che era anche Commissario per l’emergenza idrica, cominciò a rimettere in ordine l’intero sistema idrico integrato. Con azioni decise e rivoluzionarie. In un momento, peraltro, di conclamata siccità. Rifacimento delle reti, almeno nelle situazioni più urgenti, connessione fra bacini, realizzazione di qualche nuova diga e riutilizzo per scopi irrigui dei reflui. Questi gli obiettivi prioritari che l’assessore e la giunta di allora si erano posti. Molti di quei progetti erano stati avviati, ma, evidentemente, negli anni successivi, qualcosa si è inceppato. E la dimostrazione più evidente riguarda proprio le reti comunali. Non passa giorno che la cronaca non registri un guasto alle condotte. Che saltano letteralmente per aria, perché usurate e, dunque, inadeguate. Un problema cronico, che ancora oggi si ripresenta con tutta la sua drammaticità. Ancora più grave se colpisce centri costieri. Che fare per risolvere, in tempi certi, questa autentica emergenza? E’ molto più semplice di quanto si pensi. Sarebbe necessario adottare due provvedimenti paralleli. Il primo sta in capo al Ministro dell’Interno, il quale dovrebbe nominare, i sindaci interessati, commissari per l’emergenza idrica. Con tutti i poteri straordinari che ne conseguono. Il secondo atto dipende dalla Regione, che dovrebbe imporre ad Abbanoa l’immediato trasferimento dei finanziamenti previsti per le opere ai comuni. In questo modo, si otterrebbero immediatezza e funzionalità nella spendita delle risorse per realizzare i lavori necessari. Senza passare per le pastoie burocratiche e lentissime di mille, spesso inutili, uffici. A volte le soluzioni sono elementari. I fondi ci sono. La volontà politica, però, è fondamentale. Basta volerlo.

g.f.

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