Il modello SIDDÚRA protagonista al Vinitaly

La cantina Siddùra, che significa sella, nasce nel cuore della Gallura, a Luogosanto, dall’incontro fra due imprenditori diversi fra loro, Massimo Ruggero e il tedesco Nathan Gottesdiener. Autentico “self made man” e principe del mattone, il primo; ricco impresario della moda il secondo. Entrambi accomunati da una passione per questo lembo di terra sarda, ricca di profumi e di suggestioni. Una vecchia cascina diventa il punto di partenza per una nuova sfida imprenditoriale: la produzione di vino. La filosofia di produzione si basa, da subito, sulla convinzione che la formazione del vino inizi nel vigneto, essendo il vino strettamente connesso al rapporto che lega un vitigno al microclima e alle caratteristiche minerali del suolo in cui è coltivato. Questa linea caratterizza tutti gli aspetti della produzione: raccolti limitati per garantire la massima qualità, vendemmia selettiva a mano, micro vinificazione e invecchiamento nelle migliori botti francesi di quercia. Il resto lo fanno il clima e la vegetazione gallurese. Dal 2008 ad oggi, la cantina ha tracciato un percorso straordinario, contrassegnato da produzioni di alta qualità e da riconoscimenti internazionali. L’obiettivo attuale è di avere un occhio di riguardo verso i mercati emergenti dell’Estremo Oriente e la partecipazione alla rassegna 2019 di Vinitaly costituisce una ghiotta occasione per il lancio delle nuove produzioni. Anche perché sarà un’edizione da numeri record. Il Vermentino, ma anche il Cannonau, saranno i principali modelli di Siddùra, adottati perché rappresentano prodotti autentici della nostra terra, isola della longevità e di ambienti unici ed incontaminati, patrimonio incommensurabile di storia e tradizioni. Come quella ancestrale del vino.

g.f.

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