Dimissioni o dismissioni?

di Luigi Cossu.

Dopo quasi otto anni di consiliatura, Zedda si dimette da sindaco di Cagliari. La pesante sconfitta alle regionali, ha indotto il rampollo del centro sinistra a lasciare la guida del comune capoluogo. L’ “enfant prodige” della sinistra sarda, colui che rappresentava la speranza del PD e degli alleati, il miglior candidato possibile, come lo ha definito qualcuno dei suoi sponsor, si è schiantato contro Solinas e ora lascia l’amministrazione comunale al proprio destino. Una scelta discutibile, certo, ma non per questo sorprendente. I più maligni affermano: meglio una robusta e sicura indennità per i prossimi cinque anni, che due anni di fatiche, con meno soldini e più spine che rose. Già, perché rimanendo sindaco, il buon Massimino, dopo la fine del mandato, che cosa avrebbe fatto? Con “zero tituli”, per parafrasare Mou, e senza un’elezione disponibile, di cosa si sarebbe occupato? Meglio il certo per l’incerto, ha probabilmente ragionato l’ex sindaco cagliaritano, lasciando alle urne le sorti per il nuovo inquilino di Palazzo Bacaredda. “La Nuova” di oggi provoca con il titolo di apertura: “Zedda sfida Solinas”. Ma sfida di che? Zedda ha sonoramente già perso con Solinas la sfida più importante, con risultati da Ko. Se, poi, la sfida che propone l’ex pupillo dei progressisti sardi riguarda la dieta da sottoporre al presidente della Regione, beh, onestamente, viene da pensare che il centro destra, anche senza brillare, metterà radici profonde in via Roma. Con buona pace del PD e dei suoi zerbini.

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