Lo scienziato di Siniscola

Gian Pietro Gusai non è solo un medico, ma qualcosa di più. Siniscolese, cinquantatre anni, possiede un curriculum da paura. Attualmente presta la sua preziosa opera presso il reparto di chirurgia del S. Francesco di Nuoro. E’ stato tra i principali promotori della Chirurgia Mininvasiva Robotica in Italia; tra i primi ad eseguire in Italia la Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare e ad applicare la tecnica robotica One Port nella chirurgia addominale. Per raggiungere i suoi obiettivi ha operato nei nosocomi sardi, della penisola ed in Europa: Cagliari, Bosa, Milano, Tarquinia, Grosseto, Madrid, Bruxelles, Amburgo, tanto per citarne alcuni. Ma anche tanti studi di perfezionamento un po’ ovunque, Rio de Janeiro compreso. Diversi video chirurgici, che lo riprendono all’opera, sono in visione in alcuni siti specializzati internazionali. L’elenco delle sue attività è interminabile. Una mosca bianca nel panorama delle eccellenze sarde, che spesso preferiscono affermarsi all’estero. Lui, caso rarissimo, è rimasto a dare i suoi contributi tecnici e scientifici in Sardegna. Forse gli rimane un rimorso: non aver realizzato il progetto della clinica “Momarsi” (acronimo di Monti, Mare, Amarsi). Una struttura, finanziata da imprenditori svizzero-tedeschi, che doveva sorgere nella “sua” Baronia, vicino a Posada. Tra il Parco di Tepilora ed un mare incontaminato, a due passi da Olbia. Un grande ospedale, dotato del reparto di rianimazione e finalizzato all’assistenza per mielo-cerebrolesi e per malati colpiti da malattie degenerative neurologiche, con un’assistenza H24, con annesso elicottero, per le urgenze. Un’occasione unica, non solo per il territorio, ma per l’intero sistema sanitario regionale. Quello che oggi si vorrebbe ottenere con il Mater Olbia, il dottor Gusai lo ha proposto vent’anni fa. Come spesso capita, un genio incompreso.

g.f.

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