Cumbessias: solo devozione?

“I Templi del Sonno” – storia e storie delle cumbessias – è l’ultima fatica letteraria di Antonangelo Liori. E, in perfetta aderenza al suo stile, lo scrittore desulese ha realizzato un’opera ricca di contenuti. Antropologia, filosofia, archeologia, storia e religione, rappresentano gli argomenti trattati nel libro. Antonangelo, con rigore storico ed antropologico, parte da lontano: Aristotele, nella “Fisica”, teorizza la relatività del tempo, parlando del tempio nel quale, in Sardegna, si curavano i mali. Lo stesso culto è ricordato da Cicerone e da altri storici e studiosi di epoca romana. Curare le malattie dormendo e pregando in un tempio, sostiene Liori, è una pratica che nella nostra Isola perdura nel tempo. Le sue teorie, oggi, vengono confermate da numerosi esperti e scienziati internazionali. Alcune università americane hanno ripreso le idee dell’ex direttore dell’Unione e, oggi, affermano che la preghiera ha il potere di curare alcune malattie. Ancora una volta il giornalista-scrittore-pastore è stato un precursore. Ma non è una novità. Nella sua poliedrica vita gli è capitato tante volte. Sempre alla ricerca della verità e, soprattutto, delle novità. Lo ha fatto da giovanissimo direttore di un quotidiano (caso unico in Italia a quei tempi), da scrittore e da imprenditore agricolo. In quest’ultimo libro, infine, quasi senza volerlo, lancia una suggestiva ipotesi: il riconoscimento, da parte dell’Unesco, delle cumbessias, o muristenes, come patrimonio culturale dell’umanità. Chissà se qualcuno coglie quest’idea. Staremo a vedere.

g.f.

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