La tessera elettorale

Il voto per il rinnovo del Parlamento Europeo ripropone il problema della tessera elettorale. Lo sanno bene gli impiegati comunali che si occupano del rilascio. La tessera elettorale è il documento che permette l’esercizio del diritto di voto. La tessera elettorale è gratuita. Ma l’elettore dimentica che ha un carattere permanente. Ed ecco che, puntualmente, ad ogni tornata elettorale, negli uffici elettorali dei comuni si presentano cittadini a richiederne il duplicato. Smarrimento e deterioramento sono i motivi per la richiesta. Qualcuno osa affermare che gli è stata rubata. Il problema sta proprio qua. La tessera, essendo, come detto, gratuita e rinnovabile, non preoccupa i cittadini per la sua conservazione. Diventa persino secondaria rispetto ad una raccolta punti dei carburanti. Quella viene gelosamente custodita in un cassetto. Magari dell’auto. Ma sempre pronta alla ricarica e ben custodita. Lo Stato dovrebbe responsabilizzare maggiormente gli elettori sull’uso e la custodia della tessera. Magari facendola pagare. Come si fa per la carta d’identità o per il passaporto. Che, pure, sono documenti dovuti. Oppure, sanzionare gli utenti in caso di smarrimento, considerato che si tratta pur sempre di un documento personale. Probabilmente, ci sarebbe più attenzione. E senso di responsabilità verso l’esercizio del voto. Non dimentichiamoci che fino al 1861 il diritto di voto era riservato solo ai maschi che avessero superato i 25 anni di età e di elevata condizione sociale. Non dimentichiamo il passato, svilendo un diritto sacrosanto.

g.f.

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