W il Brescia

L’affare Barella sta catalizzando l’attenzione dei tifosi del Cagliari in questo scorcio di torrida estate pallonara. Alla fine il giocatore finirà all’Inter, il presidente Giulini farà cassa ed un nuovo talento sardo sarà proiettato nell’elite del calcio europeo. La prossima stagione dei rossoblù sarà, grossomodo, la fotocopia dell’ultimo campionato: alti e bassi ed una salvezza raggiunta con un po’ di pathos. Ma il calcio sardo ai massimi livelli non è solo il Cagliari. C’è anche il Brescia di Massimo Cellino. Perché Massimo Cellino è tornato. E’ tornato alla grande, da trionfatore, riportando il Brescia in serie A dopo otto lunghi anni. E quando si parla di lui, ad una buona fetta di tifosi non possono che luccicare gli occhi. Perché il personaggio può anche non piacere od essere scomodo, ma è un passionale e, soprattutto, un competente. In 22 stagioni a Cagliari ha disputato 17 campionati di Serie A, centrando un sesto posto, una semifinale di Coppa Uefa e due semifinali di Coppa Italia. Ha valorizzato talenti come O’Neill, Francescoli, Suazo, Nainggolan e Oliveira. Senza dimenticare i sardi Festa e Matteoli. Scoperto e “bruciato” tanti allenatori, compreso Max Allegri. Rilanciato un grande campione come Zola. A Brescia in soli due anni ha già fatto il botto: con un paio di acquisti mirati (Donnarumma in particolare), in panchina Eugenio Corini ed in mezzo al campo il talento cristallino di Sandro Tonali, futura stella del calcio italiano. Ha in mente un progetto, come dimostrano non solo la recente promozione, ma anche l’apertura di un nuovo centro sportivo della società. Originale, istrionico, ma anche innovativo, Cellino è stato anche vice presidente della Lega nel 2005. E il suo ruggito si sentiva. Come, crediamo, lo sentiremo durante il prossimo campionato.

g.f.

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