Briatore e la Sardegna

Flavio Briatore, ovvero l’esempio classico di un self-made man. Che si è affermato come imprenditore, come sportivo e come personaggio pubblico. Che si è fatto conoscere ed apprezzare dal jet set internazionale, creando brand di successo. Uno dei quali a Porto Cervo. Il rapporto tra Mister Billionaire e la Sardegna, però, non è mai stato dei più affettuosi. Spesso criticato, qualche volta accusato, non sempre capito. Eppure, a questo signore forse un po’ controverso e dai trascorsi giovanili travagliati, stanno a cuore le sorti della nostra Isola. Probabilmente, anche per tutelare i propri interessi. Ma ci sta. Da tempo, ha avviato una crociata per difendere e valorizzare le nostre culture e i nostri valori. Prima schierandosi con i pastori contro l’oligopolio degli industriali caseari, lui che viene dal mondo industriale. Poi, impegnandosi in prima persona per una diffusione razionale ed atipica del formaggio sardo su nuove piazze. Oggi, stigmatizzando la carenza di voli da e per la Sardegna. Mette a confronto il traffico aereo che interessa le Baleari e Mikonos. Lo fa con dati certi ed evidenzia un trand insostenibile per chi vorrebbe fare turismo in Sardegna. Sempre che siamo realmente interessati ad incentivare tale industria. Magari estendendola anche oltre la solita Costa Smeralda o i dorati lidi meridionali. Briatore può apparire antipatico o invadente, ma ha terribilmente ragione. Il sistema dei trasporti regionale è insufficiente su tutta la gamma: aerea e marittima, ma anche su ferro e su gomma. Molte strade sono dissestate e pericolose. Le ferrovie sono ferme al dopoguerra. Speriamo in un cambio di rotta. Anche ascoltando Briatore, se serve.

g.f.

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