Interno e mare

L’ALTURS ci prova. L’azienda che mette insieme Touring Club, Italia Nostra, Slow food e Federparchi, promuove un progetto che porti il Trenino Verde in mare. Senza binari in acqua, naturalmente. Le carrozze si fermerebbero quasi in spiaggia ed i passeggeri salirebbero su uno yacht a vela. Per poi tornare a terra e riprendere il percorso interrotto. È una proposta che garantirebbe un ulteriore crescita del Trenino Verde in Sardegna. Gianfranco Damiani, portavoce dell’ALTURS (Alleanza per un Turismo Responsabile e Sostenibile in Sardegna) ne ha discusso con l’assessore regionale del Turismo Gianni Chessa, in occasione del viaggio inaugurale del 2020 del Trenino da Monserrato a Mandas. L’idea piace e potrebbe vedere la luce a breve. Si sfrutterebbero, peraltro, i quasi 400 chilometri di rete ferroviaria sarda. Una risorsa che può essere utilizzata per far conoscere ai vacanzieri una Sardegna diversa, mutuando un’iniziativa analoga che si sviluppa in Francia. Le ferrovie regionali a scartamento ridotto si prestano per questa iniziativa. L’ipotesi è di creare quattro corridoi sulle linee turistiche tra Mandas e Sorgono, Mandas e Arbatax, Bosa e Macomer, Palau e Tempio. Fino a coinvolgere ed utilizzare le aree marine protette di Capo Carbonara, Tavolara, Asinara, Capo Caccia, Sinis-Mal di Ventre, Arcipelago della Maddalena. Si costituirebbe, in questo modo, un sistema di collegamenti terra-mare con i passeggeri del Trenino, che proseguirebbero il loro percorso in barche, magari a vela, per raggiungere un’altra tappa del percorso. Una soluzione davvero suggestiva, che unirebbe con facilità e a costi ridotti, l’interno con la costa. Mare e montagna che vanno a braccetto.

g.f.

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