Sanremo canta sardo

La seconda serata di Sanremo parla ancora sardo. Dopo il musicista olbiese Marco Azara, che ha accompagnato Anastasio, è salito sul palco il rapper Paolo Palumbo. Oristanese, 22 anni, si è esibito con il brano “Io sono Paolo”. La sua partecipazione al festival ha caratterizzato la puntata. Perché Paolo è affetto da SLA e ha potuto proporre il suo brano attraverso un comunicatore verbale. Questo non ha certo tolto la bellezza alle rime della canzone, che sono arrivate dritte al cuore degli spettatori. Alla fine dell’esibizione, dalla sua poltrona, l’artista oristanese ha raccontato la propria storia, invitando tutti a riflettere sulla fortuna di essere vivi e a non arrendersi. «Provate ad immaginare che la vostra quotidianità sia improvvisamente stravolta. In Italia siamo oltre seimila ad aver fatto degli accertamenti che ci hanno catapultato in un mondo ignoto – ha dichiarato -. Mio fratello ha lasciato tutto per prendersi cura di me. Grazie a lui le mie paure e le mie incertezze sono scomparse. Rosario e la mia splendida famiglia mi hanno insegnato la forza, che non pensavo nemmeno di avere. La mia non è la vicenda di un ragazzo sfortunato ma di un ragazzo che non si è arreso».  Palumbo aveva partecipato alle selezioni di “Sanremo Giovani”, senza però riuscire ad accedere alle fasi finali. Amadeus, rimasto colpito dalla sua storia, lo ha voluto all’Ariston. E così è diventato il super ospite della serata, strappando applausi ed emozioni senza fine.

g.f.

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