Povera agricoltura

Prezzo del latte, Covid, cavallette. Non sarà facile, per gli agricoltori e gli allevatori sardi, dimenticare queste tre immagini. Un vero incubo. L’ultimo, in ordine di tempo, è rappresentato da una eccezionale, quanto devastante, invasione di cavallette. Una vasta area della nostra Isola è interessata da questo fenomeno, che si è trasformato in un’autentica calamità. Tutta la valle del Tirso, che dalla piana di Ottana raggiunge il Goceano è infestata da questi famelici insetti. Almeno ventimila ettari, fra terreni destinati a pascoli e colture foraggere, sono andati distrutti. Un danno incalcolabile per la nostra economia. Che forse si poteva evitare. La lotta contro questi parassiti può basarsi principalmente sulla prevenzione, distruggendo le uova con metodi naturali. Senza affidarsi a prodotti chimici, in quanto gli insetticidi sono praticamente inutili sulle cavallette adulte. Sarebbe stato opportuno intervenire sulle cavallette piccole, soprattutto nelle ore fresche della giornata, quando sono meno attive. Si potrebbe ricorrere, inoltre, all’impiego di aspiratori che eliminano molti esemplari in poco tempo o di reti che impediscano il loro accesso nei campi. Un altro metodo sarebbe il ricorso a parassiti antagonisti delle cavallette come funghi e batteri, che provocano nelle cavallette infezioni letali. Ma anche a topi, ricci, galline e tacchini che, cibandosene, ne eliminerebbero grandi quantità. A volte basta poco…

g.f.

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