Il Telescopio Einstein

La mobilitazione per la realizzazione del Telescopio Einstein ha subìto un’accelerata. Una petizione al riguardo è stata messa in piedi da un gruppo di cinque fisici italiani. Samuele Resmini, Beatrice Nettuno, Filippo Borgogno, Gaia Andreani e Maddalena Bugatti, questi i nomi degli scienziati che provengono da Università italiane ed europee. Hanno costituito un comitato al fine di promuovere e sostenere l’installazione del Telescopio, individuata nelle miniere di Lula, a “Sos Enattos”. Questo sito, infatti, per le sue caratteristiche è capace di garantire un eccezionale ‘silenzio’ sismico dell’area. C’è però il timore ed il rischio concreto che questo progetto possa essere dirottato in Olanda, nazione che aspira ad ospitare la moderna struttura. Ma cos’è il Telescopio Einstein? Si tratta di un enorme rivelatore di nuova generazione di onde gravitazionali mai realizzato, il cui costo di costruzione si dovrebbe aggirare intorno a 4 miliardi di euro. Sarebbe dotato di una sensibilità fino a 10 volte superiore rispetto ai suoi predecessori e potenzialmente in grado di aiutarci a cercare le risposte alle grandi domande ancora aperte della cosmologia e della fisica, tra cui l’esistenza e la natura di materia ed energia oscure e la conciliazione di relatività generale e di meccanica quantistica. Lo European strategy forum on research infrastructures (Esfri), agenzia responsabile di indicare ai governi europei le priorità di ricerca scientifica, lo ha ritenuto un progetto da attuare. I cinque giovani fisici chiedono alla comunità scientifica italiana ed a tutti i cittadini uno sforzo per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni perché questo straordinaria opportunità si realizzi a Lula. Il sindaco del piccolo centro minerario, Mario Calia, in questi anni, ha concentrato tutto il suo impegno per portare a compimento questa idea che nasce nel 2014. Il momento è davvero storico, non lasciamocelo sfuggire.

g.f.

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