Viva la Francia!

Alla fine il buon Macron è crollato. 
Tredici minuti per rispondere ai “gilet gialli”, tra un parziale mea culpa e l’annuncio di una serie di misure per costruire una nuova Francia. Il presidente, dopo le violenze che hanno scosso il Paese, si rivolge alla nazione per cercare di voltare pagina. “Mi assumo una parte della responsabilità. C’è rabbia, c’è indignazione condivisa da molti francesi. Servono misure profonde”, dice Macron, che invita “a lavorare tutti insieme alla costruzione di una nuova Francia. Da un anno non siamo stati in gradi di rispondere alle richieste, mi assumo una parte della responsabilità”. “Forse – continua – ho ferito qualcuno di voi con le mie idee, ora voglio essere chiarissimo. Il malessere esiste anche in altri paesi, insieme troveremo il cammino per farcela. Dobbiamo creare nuove strade, per noi francesi”. Questi, alcuni passaggi del presidente transalpino, consapevole di doversi confrontare con “uno stato d’urgenza economico e sociale”. Fra i primi provvedimenti, a partire dal 2019, l’aumento di 100 euro del salario minimo, il lavoro straordinario non tassato e lo stop al prelievo sulle pensioni inferiori ai 2000 euro. Macron è orientato a chiedere alle aziende, in condizioni di poterlo fare, il versamento di un bonus di fine anno ai dipendenti, che sarà esentasse. Questi, i primi impegni assunti. Vedremo. Intanto, rimane il successo della rivolta dei “gilet gialli”, che entrerà nella storia. In Sardegna siamo vessati molto più della Francia. Penso ai costi dei carburanti, dell’energia, dei trasporti, della sanità. E noi sardi? in gergo militare, si direbbe: “zitti, muti e rassegnati”. Mah, una piccola e pacifica ribellione non sarebbe male. Che ne dite?

g.f. 

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