Siamo alle solite.

Puntali come le zecche d’estate, ricominciano le passerelle elettorali. Ieri, il quasi ex presidente della Regione ha reso visita a Posada per illustrare il progetto di realizzazione di un nuovo plesso scolastico. Un progetto avveniristico e forse unico nel suo genere. Niente da dire. Il ringraziamento è d’obbligo. Ma come commentare la presenza, non certo casuale, a due mesi dalle elezioni regionali, di Pigliaru lontano dalla sua tana di Cagliari? Attorniato dalla solita ed untuosa cornice di amministratori e di componenti di staff al seguito, non è sembrato certo, da parte sua, un gesto politicamente corretto. Più semplicemente una caduta di stile. La prassi di evitare, in piena campagna elettorale, di utilizzare il proprio ruolo istituzionale per fare propaganda sembra ormai sepolta. Se poi aggiungiamo che qualche sindaco, presente all’incontro, elogia il politico di suo rifermento per attribuirgli presunti meriti, siamo all’apologia del servilismo senza pudore. Niente di nuovo, dirà qualcuno. Si tratta di un film già visto. La triste sensazione, però, è che in politica le regole, anche non scritte, ed il buon senso, probabilmente appartengono solo al passato. Perché stigmatizzo questi comportamenti? Semplice. Il finanziamento della nuova scuola risale ad oltre un anno fa. Perché il presidente non è venuto allora, a Posada, a rendere noto questo importante impegno da parte della sua giunta?  Ieri non era prevista alcuna inaugurazione o la classica posa della prima pietra. La cerimonia si è ridotta all’annuncio, peraltro reiterato, di un’opera già finanziata. Il codazzo dei presenti, dopo la doverosa accoglienza nella sala consiliare del Comune, si è trasferito nell’edificio scolastico, non certo vecchio ed obsoleto, che verrà abbattuto, per far posto alla nuova struttura. Che tristezza.

g.f.

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