Il Natale dimenticato

di Antonello Menne.

È un correre e rincorrersi. La città è impazzita. Aperitivi e cene natalizie, da milanesi imbruttiti. Luminarie inguardabili e fattorini in ogni dove a consegnare pacchi regalo. Ma del Natale nessuna traccia. In una vetrina della città è addirittura comparso un presepe senza capanna e sui social circola l’augurio: ‘Buon mese di dicembre’. Insomma il Natale non è più il momento della rivoluzione cristiana, Gesù non è più il protagonista. Quando ero bambino, a Orotelli, da chierichetto tutte le sere partecipavo alla novena. Non c’erano luminarie e neppure l’illuminazione pubblica. La capanna con la stella cometa era il solo punto luce nel piccolo spiazzo davanti alla chiesetta. Non c’erano statuine ma solo Giuseppe, Maria e la culla, il resto del presepe eravamo tutti noi che vivevano l’attesa della nascita con vera trepidazione. 
Ora mi dicono: ‘Buon dicembre’ e provo tanta tristezza. Stiamo rinnegando sempre più le autentiche radici delle nostre terre.

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