Il peggio del Natale

di Roberto Casu.

Buongiorno. Natale è passato quindi posso tornare cattivo. Leggo che i vescovi sardi chiedono la chiusura della Rwm di Domusnovas, la fabbrica che produce esplosivi, bombe e componenti per missili e occupa stabilmente 300 lavoratori, tra dipendenti diretti e indiretti. 
Come dare torto a questi premurosi e pasciuti prelati, che certamente avranno trascorso il Santo Natale fra preghiere, cilicio e digiuno. Come dar torto a questi benefattori dell’umanità, in particolare dell’umanità del Sulcis-Iglesiente. Un territorio che anche grazie al loro antico impegno sociale (tipo: la compravendita di voti per la Dc) è ormai ricco di fabbriche e aziende pronte ad assumere. Un terra che da anni ha raggiunto lo storico traguardo della piena occupazione, con un reddito pro capite inferiore – ma di poco! – soltanto a quello della Baviera. Che se ne fa dunque, la ricca e opulenta Domusnovas, di questa fabbrica di esplosivi? Chiudiamola subito, e vedrete che le guerre finiranno, e nello Yemen non si sparerà più neanche una cartuccia. 
In Sardegna però resteranno queste mezze cartucce che predicano con la pancia piena. Questi parassiti nullafacenti proprietari di un patrimonio immobiliare che da solo manterrebbe migliaia di famiglie povere e per il quale non pagano neanche l’Imu. Questi ipocriti bugiardi che non dicono la verità sulle oltre diecimila buste paga bruciate da decenni di chiusure (vere) e di riconversioni (fasulle) di stabilimenti industriali, non solo nel Sulcis-Iglesiente ma in tutta la Sardegna e in tutte le loro diocesi. 
La verità è che i poveri, i disoccupati, i cassintegrati e i disperati servono. Sono cibo. Per predicare e ingrassare meglio.

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