Ancora al voto!

Non si è ancora spenta l’eco delle elezioni regionali dello scorso 24 febbraio, che si prefigura una nuova chiamata alle urne. Il prossimo 6 aprile, salvo ulteriori, ma possibili, rinvii. Questa volta per i rinnovi dei consigli provinciali, ma con qualche novità. Innanzitutto, si tratta di elezioni di secondo livello. Significa, cioè, che la modalità di elezione degli organi non è più diretta, ma si tratta di un’elezione dove il presidente verrà votato dai sindaci e dai consiglieri comunali della provincia di appartenenza, resta in carica quattro anni e deve essere a sua volta sindaco. Viene eletto, ovviamente, il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, prevale il candidato più giovane. L’elezione avviene sulla base di liste, composte da un numero di candidati (consiglieri comunali in carica) non superiore al numero dei componenti da eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Il Consiglio Provinciale è composto dal Presidente della Provincia e da dodici consiglieri, nelle province con popolazione da 300.001 a 700.000 abitanti, da dieci componenti, invece, nelle province con popolazione fino a 300.000 abitanti. Un’altra novità riguarda i collegi: non otto, come alle recenti regionali, ma quattro, coincidenti con le province storiche di Sassari, Nuoro, Oristano e con la nuova Provincia del Sud; quest’ultima, rappresentata al netto dei comuni afferenti alla Città Metropolitana di Cagliari, che, al contrario, gode di un’elezione tutta sua. Qualche interrogativo tali elezioni lo suscitano: questi nuovi enti, quante risorse avranno a disposizione? Quali saranno le competenze? Che ruolo avranno le Unioni dei Comuni? Verranno soppresse o tenute in piedi? Meno male che in tutti i programmi elettorali si auspica la riduzione della burocrazia! Mah…

g.f.

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