Il Parco di Tepilora, questo sconosciuto

“Quasi 8000 ettari di foreste incontaminate, sentieri, sorgenti e corsi d’acqua: il Parco Naturale Regionale dell’Oasi di Tepilora è meta ideale per una vacanza in armonia con la natura”. Questo il biglietto da visita riportato dal sito ufficiale del Parco di Tepilora. Un sito internet, per la verità, molto approssimativo: un numero di telefono che appartiene in realtà al Comeune di Bitti, la pagina degli Uffici e Servizi vuota, come vuote sono altre pagine che dovrebbero essere riferimenti chiari e trasparenti della gestione. Ma, a parte gli errori e le omissioni riportate dal sito, il Parco è ancora senza direttore. Ad oltre un anno dalla conclusione di una selezione, che aveva individuato in Stefano Donati l’incarico di dirigere questo ente, il posto resta vacante dopo la rinuncia dello stesso vincitore, chiamato a guidare un altro Parco. Dietro Donati si erano classificati rispettivamente Paolo Angelini, funzionario del Ministero per l’Ambiente, e Angelo Pilotto, dirigente dell’Ufficio Tutela del Paesaggio di Nuoro. Proprio il secondo classificato, il quale ha manifestato l’interesse a lavorare nel Tepilora, ha chiesto più volte di applicare la graduatoria vigente e, quindi, la sua assunzione. La richiesta è rimasta sinora senza alcuna risposta. Perché? I vertici tacciono, mentre l’attività di questo ente prosegue fra assunzioni di altro genere e assegnazioni di incarichi progettuali a pioggia. Lo stesso Angelini si chiede perchè il Parco abbia, recentemente, sottoscritto con un’associazione ambientalista un contratto di 36mila euro l’anno per consulenze al facente funzioni.  Ma la gente si domanda: a cosa serve questo Parco? Al momento, rimane un mistero. Si conoscono però molto bene i numerosi vincoli imposti. Voluto fortemente dalle quattro amministrazioni che lo includono (Bitti, Lode’, Torpè e Posada), dopo grandi proclami, conditi dalle promesse di decine di posti di lavoro, in realtà non produce proprio nulla. E’ rimasto quello che era: un parco naturale, cresciuto e preservato, nel corso di centinaia di anni, da chi lo ha sempre frequentato, cioè pastori e cacciatori. Che sono i veri difensori dell’ambiente.

g.f.

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