L’analisi del voto: un rito irrinunciabile da Tocqueville in poi.

Puntuali come le tasse, anche dopo le regionali della Basilicata non sono mancate le dichiarazioni dei maggiori esponenti dei partiti coinvolti in questa tornata elettorale. La prima sensazione: nessuno ha perso! Ma come, mi chiedo, dopo una competizione che proclama un vincitore, nessuno ha perso? Eppure, l’analisi delle affermazioni dei big di casa nostra conferma questa sensazione. Si tratta di un ritornello, quasi un mantra, che si verifica regolarmente dopo ogni conta di voti. Zingaretti esulta: “La novità delle elezioni in Basilicata è che esiste un nuovo centrosinistra, che è la principale alternativa a Salvini”. Non è da meno Di Maio: “M5S prima forza politica, il vero flop è del PD e di Forza Italia”. Nencini, PSI: “Il 4% dei voti al PSI in Basilicata è davvero un buon risultato. Il centrosinistra cresce”. Fratoianni, SI-LEU: “Il voto in Basilicata ci consegna diverse conferme e una notizia. La notizia è che la sinistra politica e sociale, che mette al centro una proposta radicale e comprensibile capace di tenere assieme giustizia sociale e centralità della questione ecologica, è viva e vegeta”. Cesa, UdC, non pervenuto. Ovvie e scontate le dichiarazioni di Salvini e Meloni. Si esulta perfino per l’affluenza: 53,58%! Detto questo, i dati certi ed inconfutabili sono i seguenti: il centro destra ha vinto nettamente, strappando la Basilicata al centro sinistra dopo 24 anni; nella coalizione di centro destra, l’esanime F.I. ha ripreso un po’ di fiato, superando persino il PD; Il M5S, in questa regione, è il primo partito e i paragoni con i voti delle politiche non sono proponibili, perché il voto amministrativo ha connotazioni ben diverse da quello politico. Il PD continua a perdere e la sua ricostruzione appare lontana. Un altro aspetto, infine, non può essere trascurato: fino a qualche anno fa, quando l’affluenza era bassa vinceva il centro sinistra; oggi, anche con scarsa affluenza, vince il centro destra. “Mens iusti meditatur oboedientiam”.

g.f.

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