“Uccidi un giornalista. Rendilo famoso”

Una notizia sconvolgente. Hanno creato un videogioco che incita ad uccidere i giornalisti. Assurdo, ma vero, “Sniper 3D Assassin” è uno tra i giochi più scaricati per gli smartphone. Lanciato nel 2014, da uno sviluppatore brasiliano, ha ottenuto ben 12 milioni di valutazioni ed un gradimento di 4 stelle e mezzo. Il giochino prevede che un cecchino compia diverse missioni: la settima prova, dopo aver avere superato una serie di compiti difficili, ha l’obiettivo di uccidere un giornalista, che ha ricevuto una cartella piena di documenti da un poliziotto che ha corrotto. Un condensato di odio verso i reporter, misto a fake news, per spingere l’utilizzatore a credere che i giornalisti paghino e corrompano le proprie fonti. Persone che meritano di essere uccise. “Rendilo famoso in un altro modo” è l’incitamento del videogioco. Il primo a denunciare l’orribile contenuto è stato Jamal Jordan, cronista del “New York Times”, che ha fatto la scoperta mentre giocava con il nipote di dieci anni, il quale lo aveva invitato ad una sfida per passatempo. Perché il problema dei videogiochi sono proprio i bambini. Vittime di genitori incoscienti, che utilizzano internet per intrattenerli. O, peggio, per sedarli. Lasciandoli per ore in balìa di un mondo virtuale. Ma questo è un argomento che tratteremo in un capitolo a parte. Rimane lo sconcerto e l’amarezza che per i giornalisti sono tempi duri. Quale oscuro disegno fomenta questo incitamento all’odio? Difficile individuare un’unica regia.  Ma un fatto è certo: troppo spesso si registrano attacchi violenti verso i giornalisti. Prevale il tentativo di mettere bavagli, sfuggire alle domande, preferire i selfie, premiare giornalisti e testate amiche. Non è così che dovrebbe funzionare la democrazia.

g.f.

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