Tromboni e trombati

Alla fine il miracolo di San Gennaro non c’è stato. Chi auspicava un ribaltone nella composizione del Consiglio Regionale è rimasto con l’amaro in bocca. Un boccone indigesto per una pletora di aspiranti consiglieri, che attendevano un giudizio a loro favorevole da parte del Tar Sardegna. Alcuni di questi signori, peraltro, speravano nel sostegno dello stesso Tar che, alle scorse elezioni, li aveva bocciati per un ricorso analogo. Si tentano tutte, ovvio. Persino la malcelata voglia di nuove elezioni. A discapito di un’assemblea comunque democraticamente eletta. E’ andata male. Soprattutto, non ci saranno nuove elezioni. Una flebile speranza rimane per quanti sono interessati dall’udienza del prossimo 26 luglio. Cambierà poco o niente. Chi, in particolare, voleva lo scalpo dei consiglieri leghisti dovrà attendere un lustro. Ha perfettamente ragione un autorevole esponente politico regionale e docente universitario: “Anziché guardare al Tar, – ha commentato recentemente – perché chi ha ancora un po’ di sale in zucca non fa una banalissima legge elettorale fondata su un semplice principio: chi prende un voto in più prende 36 consiglieri, gli altri si dividono proporzionalmente i restanti 24. I nasi si libererebbero, una mano resterebbe sempre impegnata ma l’altra potrebbe riprendere il gusto di votare perché può fare scelte libere e non obbligate”. Già, perché si spera nelle interpretazioni di un tribunale amministrativo e non si lavora per una chiara, inequivocabile ed equa legge elettorale? Troppa fatica.

g.f.

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