Social bombing in salsa sarda

Il “social bombing”, l’attività su rete che prevede un vero e proprio bombardamento attraverso i social, è scattata nella sua virulenza nei giorni scorsi. Siti istituzionali di Ministero dell’Ambiente e di Regione Sardegna sommersi da messaggi da parte degli “amici di Greta”, attivisti e simpatizzanti del Fridays for future (Fff). Soprattutto studenti. Motivo del contendere: un no secco e chiaro al metano in Sardegna. Al riguardo, poche righe di testo: “Il metano è un progetto scaduto, solo le rinnovabili possono salvarci dal collasso climatico. Non rubateci il futuro”. E la chiusura con la scritta “metano”, con le due ultime lettere in maiuscolo per evidenziare il NO. “Forse il metano in Sardegna poteva avere un senso diversi anni fa. – avrebbe dichiarato all’ANSA Lorenzo Temecle di Fff – Ora non ce l’abbiamo e per noi potrebbe essere un’occasione, cioè l’opportunità di passare direttamente alle rinnovabili senza dover dismettere le fonti energetiche inquinanti. Ormai questa è la direzione, la Sardegna ha una chance in più”. E si tratta di un no a tutto il metano. Sia a quello che arriverebbe dal mare, per essere immagazzinato nei depositi costieri, per poi essere trasportato nei depositi interni di tutta l’isola. Sia a quello che dovrebbe passare per la dorsale, che attraverserebbe tutta l’isola. Il progetto per la realizzazione di quest’ultima ipotesi, intanto, va avanti. E la mobilitazione continuerà. Il prossimo 27 settembre è prevista, con la ripresa delle lezioni a scuola, una grande manifestazione, costituita da un corteo che attraverserà le strade delle principali città italiane. Siamo ad un bivio fondamentale e decisivo per l’energia dell’Isola. Il nuovo Governo nazionale parla di “sviluppo verde”. La Regione dispone di un cospicuo finanziamento per approvvigionare la Sardegna di metano. Si registrerà uno scontro sull’argomento tra Stato e Regione? E i cittadini sardi, come la pensano?

g.f.

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