La nuova birra sarda

Non solo la storica “Ichnusa”. C’è un’altra birra che, a buon diritto, può considerarsi sarda. Si tratta della “Nastro Azzurro Sardegna”, la bevanda prodotta con malto d’orzo al 100% sardo. La scelta della casa produttrice ha origine due anni fa, attraverso il coinvolgimento di una trentina di agricoltori della zona tra Villamar e Villasor, i quali hanno partecipato attivamente all’ideazione ed all’avvio della coltivazione di orzo da birra. Il precursore è stato un giovane coltivatore di Villasor, Francesco Matta. Dopo un’adeguata formazione, gli sono stati forniti i semi d’orzo e, nel contempo, insegnate tecniche di coltivazione sostenibili, finalizzate a non impoverire il terreno. Matta ha avviato la coltivazione sui propri terreni, raggiungendo, con un primo raccolto, oltre tremila quintali d’orzo. A sua volta, lo stesso produttore, ha potuto istruire ed avviare altri operatori ed il progetto di filiera si è allargato ai terreni di Villamar (circa 70 ettari). Il coinvolgimento di tanti produttori locali garantisce il giusto equilibrio fra tradizione e modernità. Una tradizione cerealicola che prosegue grazie alle tipicità della nostra terra, unica e preziosa. L’orzo sardo, infatti, matura rigoglioso nell’entroterra dalla notte dei tempi. Il seme viene fornito ai giovani produttori direttamente dalla malteria “Saplo” di Birra Peroni, che ha anche garantito una serie di consigli colturali. Il risultato è straordinario: oggi, vengono coltivati 250 ettari di terra, per un raccolto di circa settemila quintali. È la rivincita della terra sarda: un’importante opportunità di sviluppo per giovani imprenditori locali, che scoprono un’ulteriore opportunità per puntare ancora di più sulla promozione e valorizzazione del territorio.

g.f.  

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