W la vendemmia!

Settembre è, notoriamente, il mese delle vendemmie. Nei territori più collinari, o decisamente montani, si taglia l’uva ad ottobre. Tempo di bilanci, dunque. Secondo i primi dati, diffusi dall’Osservatorio del Vino, l’Italia si conferma primo produttore mondiale con 46 milioni di ettolitri, davanti a Francia e Spagna. Il dato è in leggero calo rispetto al 2018, quando la produzione nazionale ha raggiunto i 55 milioni di ettolitri. In Sardegna, la previsione è di 380mila ettolitri con una flessione del 13% rispetto allo scorso anno. Tale calo, si è registrato a maggio, quando l’abbassamento delle temperature, e il forte vento, hanno causato un ritardo nella fioritura ed un rallentamento del ciclo vegetativo della vite. Specialmente per alcuni vitigni, come il Vermentino e la Malvasia. Secondo le stime della Coldiretti, per il 2019, in Sardegna si produrrà lo 0,83% del vino italiano, in una superficie vitata di oltre 27mila ettari. Un dato, ad ogni modo, emerge positivo: l’aumento della qualità del nostro vino. Il settore vitivinicolo si caratterizza, infatti, per innovazione, internazionalizzazione e per il coinvolgimento dei giovani. In Sardegna, 15mila ettari sono destinati alla produzione di vini di alto profilo: un vino DOCG, 19 vini DOC e 15 vini IGT. Primi, piccoli, ma significativi passi per confermare, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che il vino prodotto in terra sarda è di alta qualità. La storia è dalla nostra parte!

g.f.

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