Bersaglio amministratori

L’ultimo atto intimidatorio, in ordine di tempo, ha interessato il sindaco di Ula Tirso. Tre proiettili gli sono stati recapitati nella sua abitazione. Fra episodi minacciosi ed attentati, gli amministratori sardi salgono nella triste graduatoria nazionale. La Sardegna viene subito dopo Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, ovvero i territori a tradizionale presenza mafiosa. Nei rapporti redatti dal sito “Avviso Pubblico”, nella nostra regione si sono registrati quasi 300 casi dal 2013 ad oggi. “Se si rapporta alla densità di abitanti, la Sardegna è al primo posto per gli attentati contro gli amministratori locali”. Ad affermarlo è stata il Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Diana De Martino, qualche tempo fa. Un dato più che allarmante. Sindaci, assessori, semplici consiglieri, sono vittime di questo gravissimo fenomeno. Al di là delle appartenenze politiche. Il loro impegno sociale e civile, talvolta semi gratuito, non è pari al rispetto ed alla serenità con le quali dovrebbero operare. Lo Stato, almeno al momento, non ha adottato misure sufficienti finalizzate ad arginare, o meglio, a sopprimere, questo tipo di violenza. E il fenomeno, nonostante gli appelli, le tante forme di solidarietà, le riunioni dei comitati di controllo, non conosce soste. Non basta neanche il sistema di videosorveglianza, che, pure, negli ultimi tempi, è stato rafforzato. Occorre una vera presa di coscienza.

g.f.

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