Dove sta la verità?

La decisione dei soci di Air Italy di liquidare la compagnia aerea è una questione esclusivamente di danari. E di disinteresse, da parte degli ultimi proprietari dell’azienda, verso la Sardegna. La compagnia è in perdita. Come quasi tutte le omologhe. Nel 2019 sono falliti nel mondo venti vettori. Le cause sono diverse, ma quasi sempre ad incidere pesantemente sono i costi del carburante e il regime fiscale. In Italia c’è un’eccezione: Alitalia. Un pachiderma tenuto in piedi da tutti i governi possibili, che succhia soldi pubblici da diversi decenni. Per Air Italy il discorso cambia. La sua storia è strettamente connessa agli investimenti dell’Aga Khan in Sardegna. Prima Alisarda, poi Meridiana, oggi le note e tristi vicende che rischiano di mettere sul lastrico più di mille famiglie. Perché, allora, il tracollo dell’azienda creata dal principe ismailita? Le perdite, sicuramente. Agli attuali proprietari qatarioti poco o nulla interessa della Sardegna. I loro interessi sono altrove. Il primo segnale si era palesato con lo spostamento dell’hub da Olbia a Malpensa. Tante proteste e preoccupazioni, ma nessuna marcia indietro. In realtà, la compagnia ha cominciato a scricchiolare dopo l’abbandono, lento e silente, del controllo da parte dell’Aga Khan. Probabilmente deluso dal mancato completamento del suo progetto in Costa Smeralda. Le critiche ambientaliste, le esitazioni della Regione, le perplessità degli amministratori locali: tutto conduce all’irrealizzazione del Master Plan, rimasto nelle carte e nei desideri del principe arabo. Così come l’inesorabile declino di quella che fu la compagnia aerea sarda.

g.f.

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