Fake news

Da qualche tempo, sulle reti Mediaset, viene proposto il seguente spot: ” Oggi più che mai l’informazione influenza la nostra vita e la nostra sicurezza. Le notizie sono una cosa seria. Fidati dei professionisti dell’informazione. Scegli gli editori responsabili, gli editori veri. Scegli la serietà”. Si tratta di una vera e propria difesa d’ufficio, da parte della principale televisione commerciale italiana, nei confronti degli editori italiani. Tutto legittimo, per carità. Specialmente in questo drammatico periodo dove, nella rete, sono circolate “fake” legate al Coronavirus. Niente di più pericoloso e fuorviante. Mi chiedo, però, perché solo adesso gli editori lanciano questo grido d’allarme. E’ dovuto forse all’acuirsi dell’emergenza? E fino a due mesi fa? Il fenomeno delle “fake” non era importante? Io credo che il problema delle false notizie c’era, c’è e rimarrà. L’informazione dev’essere responsabile e professionale. Questi aspetti rappresentano due capisaldi indiscutibili. Ma non è detto che l’informazione “ufficiale” sia sempre attendibile. Prendiamo il caso del Mater Olbia delle ultime ore. Un quotidiano titola: “Partono Policlinico e Mater”. Poi, si scopre che il Mater non parte proprio per niente, perché in questo momento è assolutamente privo di personale sanitario adeguato e di molto altro ancora. Transeamus. Ma allora perché dare notizie prive di fondamento, creando aspettative fra la popolazione che è già abbastanza frastornata? Occhio alle “fake” dunque, da qualsiasi parte provengano.

g.f.

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