Antonio Segni

Il 6 maggio 1962 il democristiano Antonio Segni diventa il quarto Presidente della Repubblica. Il primo inquilino sardo del Quirinale . Per la sua elezione occorsero nove scrutini, tanta era l’incertezza fra i partiti politici presenti in Parlamento. Determinante fu il sostegno dei rappresentanti monarchici e dell’MSI. In effetti, Segni era un conservatore e paradossalmente la sua elezione fu proposta da Aldo Moro, che apparteneva alla sinistra democristiana. L’obiettivo di Moro era di tenere a bada la corrente di destra della DC e, in cambio, garantirsi una successiva apertura al PSI. Ma niente era scontato. La DC alle politiche del 1958 aveva il 48% dei consensi. Apparentemente, la corsa al Quirinale poteva prefigurarsi come una passeggiata. Bisognava, però, affrontare faide interne e i dubbi della sinistra. Ci vollero cinque giorni di votazioni per superare i vari ostracismi, dominati dai franchi tiratori. Alla fine, anche se con tanti mal di pancia, prevalse la ragion di Stato. Due anni e mezzo dopo, Antonio Segni, provato da una grave malattia è costretto a dimettersi. E’ stato, comunque, un politico di alto profilo, come tanti dell’epoca. Oggi è un altro mondo.

g.f.

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