Natale amaro

Il Santo Natale è alle porte. La festa più bella dell’anno riempie l’aria di suggestioni e di speranze. Impazzano gli acquisti e le spese folli. Un momento di euforia che abbraccia tutti. Ma la gioia, da qualche anno, lascia lo spazio alla malinconia e alla tristezza. Colpa della crisi globale della pandemia. C’è un’azienda in Italia, che riguarda direttamente gli interessi della nostra amata Isola, che non se la passa bene. Si tratta di Air Italy, i cui lavoratori (o ex) intravedono le possibilità per salvare i posti di lavoro ridotte al lumicino. Sui 1.322 dipendenti incombono le lettere di licenziamento e per loro il 31 dicembre scadrà anche la cassa integrazione. Il vertice interministeriale non ha riservato nessun colpo di scena: i proprietari della compagnia aerea, Qatar Airways e Akfed, hanno ribadito la piena volontà di concludere la procedura di licenziamento collettivo e l’indisponibilità a richiedere il prolungamento della cassa integrazione. Parrebbe che l’unico impegno assunto dall’azienda sia stato quello di non inviare le lettere di licenziamento prima del 31 dicembre prossimo. Tali intenzioni sono state manifestate dai commissari liquidatori, davanti alle vice ministre Alessandra Todde del Mise, e Teresa Bellanova delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, ai rappresentanti delle Regioni Sardegna e Lombardia ed ai rappresentanti delle infinite sigle sindacali riunite in questa vertenza. Una fiammella resta accesa: l’iniziativa del Governo nazionale che, nei prossimi giorni, convocherà un primo tavolo politico con i Ministeri coinvolti e le Regioni Sardegna e Lombardia. Successivamente, è previsto un secondo vertice con i sindacati. L’obiettivo sarebbe la ricollocazione immediata e totale dei dipendenti. Per questi ultimi un Natale dove non ci sarà nulla da festeggiare. Pieno di amarezza e di preoccupazioni. C’è da vivere, pagare le bollette, il mutuo. Passa la voglia di tutto: si entra in casa e non si ha voglia di parlare. Anche abbozzare un sorriso diventa difficile. E la stessa dignità è messa in discussione. Perché un essere umano senza un lavoro, non è una persona libera.

g.f.

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