Emergenza stalle

“Emergenza stalle” è il titolo con il quale è stato definito un premio da assegnare ai produttori italiani di latte vaccino. Una forma di sostegno nazionale che, tuttavia, presenta molti limiti, soprattutto per gli allevatori sardi. La formula prevede un sostegno di 3 centesimi a litro che la “grande distribuzione” si impegna a trasferire alle imprese della trasformazione, che, a loro volta, lo dirotteranno agli allevatori, fino a raggiungere un prezzo massimo di 0,41 centesimi a litro. Nel caso in cui non si arrivi a tale soglia è prevista una possibile integrazione di un altro centesimo che potrà essere erogato dalle imprese di trasformazione. Quali sono i vantaggi di tale intervento? Pochi, per la verità. Intanto, c’è un limite temporale: il premio scade il 31 marzo prossimo. In secondo luogo, un aumento di 3/4 centesimi a litro per i produttori sardi è praticamente inefficace, oltre che iniquo. Un’azienda sarda ha gli stessi costi di produzione di una veneta, lombarda o emiliana? Perché l’orpello dell’insularità non viene tenuto in considerazione? E’ un argomento che, ancora una volta, emerge nella sua tragica attualità, senza che però vengano proposte concrete alternative. Nonostante i “gap” strutturali, le imprese agricole regionali reggono il confronto e a tenere margini di competitività, con prodotti di alta qualità. Pur tra mille sacrifici. Non sarà forse il caso che la politica sarda, a tutti i livelli istituzionali, batta i pugni sui tavoli e individui soluzioni radicali e definitive per superare le differenze con le atre regioni? Il PNRR, al riguardo, rappresenta un’opportunità unica e forse irripetibile. Non lasciamocela sfuggire.

g.f.

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