La Giornata della Memoria del Cagliari Calcio

Anche il calcio, con diverse iniziative, non si sottrae alla sensibilità di celebrare Il Giorno della Memoria. Il Cagliari rievoca la liberazione del campo di Auschwitz attraverso il ricordo di un suo allenatore: Ernest “Egri” Erbstein. Davvero singolare la storia di questo sportivo. Nato nell’attuale Romania da una famiglia di origini ebraiche, si formò in Ungheria, dove si era trasferito quando aveva solo due anni. Diplomato in Educazione Fisica, comincia la sua carriera di giocatore in importanti squadre del massimo campionato ungherese, fino ad essere ingaggiato in Italia dalla Olympia Fiume. il percorso calcistico, però, si interrompe a causa della Carta di Viareggio, documento che non permetteva agli stranieri di partecipare al campionato nazionale, a partire dal 1928. Una norma voluta dal Fascismo, che impedì la militanza in squadre italiane ad 80 calciatori. Erbstein tornò in Italia, questa volta da allenatore, qualche anno dopo e nel 1931 assunse la guida tecnica del Cagliari, portandolo dalla Serie C alla B. L’anno successivo, nonostante le tante difficoltà, garantì alla squadra sarda la permanenza nel campionato cadetto, fra la gioia dei numerosi tifosi che assiepavano il polveroso e storico impianto di via Pola. Ma le leggi razziali non gli diedero scampo e nel 1944 finì prigioniero in un campo di lavoro, dal quale riuscì persino a fuggire. Dopo la guerra fu ingaggiato come Direttore Tecnico dal Grande Torino, con il quale perì nella tragedia di Superga. Una vita rocambolesca, segnata dalla tragedia dell’olocausto, che il Cagliari Calcio ha voluto giustamente ricordare con una toccante cerimonia.

g.f.

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