Il S. Valentino dei pastori sardi

Lunedi prossimo si festeggia il cosiddetto santo degli innamorati: San Valentino, cui parte delle reliquie sarebbero custodite nella Chiesa dei Cappuccini di Ozieri. Ma per molti sardi ci sarà poco da festeggiare. Lo stesso giorno riparte la protesta dei pastori, ormai esausti a causa di un disinteresse da parte di tutte le istituzioni, che li hanno abbandonati ad un destino e ad un declino sempre più triste. Il comparto ovicaprino, in particolare, subisce ormai da tempo l’umiliazione di vedere i prezzi di latte, carne, lana ben al di sotto dei loro valori di produzione. Nel contempo, la crisi generale, ha fatto schizzare in pochi giorni i costi dell’energia, dei mangimi dei combustibili. Una situazione drammatica, che ha spinto i pastori sardi ad autoconvocarsi in un incontro che si terrà nel tardo pomeriggio nella zona del Sologo, presso la diramazione che conduce verso Lula, Onanì e Bitti, da una parte, e Dorgali, Oliena e la Baronia dall’altra. Gli allevatori invocano il sostegno e la partecipazione di tutti, anche dei non addetti ai lavori. Mai, come in questo momento, la solidarietà comune è necessaria. Perché la pastorizia è sinonimo di storia e di cultura della Sardegna. Innamoramento è anche questo.

g.f.

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