Vacanze al risparmio

La notizia è che, in Sardegna, si è registrato un rilevante incremento di prenotazioni in strutture extralberghiere. Lo affermano alcune agenzie specializzate nel settore, le quali segnalano una crescita del 90%. Un’altra notizia è che i turisti che scelgono la nostra isola non si limitano al periodo estivo, ma anche alla primavera ed all’autunno. Ma l’espansione del sistema ricettivo extralberghiero rappresenta la vera novità. Il motivo, probabilmente, è semplice: a fronte di costi di trasporto sempre più onerosi e spesso caratterizzati dall’incertezza, dell’aumento delle tariffe delle spiagge e dei noleggi delle auto, si risparmia sugli alloggi. Nella regione ci sarebbero oltre 300.000 seconde case, molte delle quali adattate a B&B, affittacamere e ad altre forme di ospitalità. Per il turista, pertanto, diventa importante garantirsi il tetto, meglio se dotato dei confort basilari. Per mangiare, ci si arrangia: un’insalata allo stabilimento, una pizzetta calda al volo, il classico panino da ristobar. Alla sera, magari, una pizza ed un gelato. Con questo sistema, una settimana di vacanze è garantita a spese minori del prezzo del viaggio di andata e ritorno. Si tratta, però, di un turismo povero e di massa, che non può garantire sollievo all’industria turistica sarda. La vera politica riguarda i trasporti, così come avviene da altre parti. La Spagna e le sue isole ne rappresentano un esempio classico.

g.f.

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